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di ALESSANDRA
PASQUALOTTO
«NON vogliamo essere i soliti che dicono no a tutto». Attaccano così
Legambiente di Rieti e i rappresentanti delle associazioni ambientaliste che
hanno sottoscritto l'esposto contro il progetto che dovrà portare al
completamento del comprensorio sciistico del leonessano Massiccio del
Terminillo. Un denuncia indirizzata perfino al commissario Ue Margot
Wallstrom e motivata dalla necessità di evidenziare le criticità di un
progetto che - a detta del Circolo Legambiente - «devasta il bosco Vallonina,
uno degli ambiti più importanti dal punto di vista ambientale. Contrari non
pregiudizialmente, ma critici nel metodo seguito nell'affrontare il
problema: deve porsi rimedio ai guasti perpetrati nel passato eliminando le
attrezzature non attive e provvedendo infine al rimboschimento. Inoltre ogni
nuova attrezzatura dovrà essere misurata con la vocazione ed il valore dei
diversi ambiti». Nella sostanza le contestazioni degli ambientalisti
arrivano all'impatto ambientale. Il bosco Vallonina - dicono - per la
realizzazione di otto seggiovie, piste di discesa e tre parcheggi vedrebbe
sacrificati tra novemila e 12 mila piante di faggi a dispetto anche della
delibera regionale che ha individuato bosco Vallonina e Monte Terminillo
quali siti di interesse comunitario. «Evitiamo di trovarci difronte di nuovo
a vicende simili a quelle del residence Miralago e della strada
Micigliano-Sella di Leonessa». L'attacco del Circolo Legambiente di Rieti
nasce anche dalla esigenza di mettere alla stregua delle esigenze dello sci
alpino, per le quali si rende necessario il completamento del comprensorio
del leonessano, con quelle di escursionismo, pratiche alpinistiche e sci
nordico linfa del turismo estivo ed invernale. |