Il Tempo

Il Tempo 07.12.2007

di Marco Fuggetta

PROVINCIA RIETI : Felice Costini, assessore del Comune di Rieti con delega al Terminillo, giustifica l'intenzione del Comune di abbandonare la regione «Leonessa all'Umbria? Condivido» Braccio di ferro con il presidente Marrazzo: vanno realizzati gli impianti di risalita -  Un Comune che abbandona la propria regione per abbracciarne un'altra. Non stiamo parlando delle vicende tra Piemonte e Val d'Aosta, ma dello scenario che potrebbe concretizzarsi qui da noi. Nel caso in cui il Presidente della Regione Piero Marrazzo entro due mesi non darà segnali positivi in merito all'approvazione del progetto degli impianti di risalita sul versante Nord del Terminillo proposto da Leonessa, quale sarà l'iter della minacciata «secessione» nostrana? Il 30 gennaio l'amministrazione comunale potrebbe convocare il consiglio approvando una delibera con la richiesta di indizione del referendum per l'annessione all'Umbria che, tramite la Prefettura, verrebbe girata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al titolare del Dicastero dell'Interno. Quindi l'Ufficio centrale per il referendum della Cassazione potrebbe dare il via libera alla consultazione in ottemperanza al secondo comma dell' art.132 della Costituzione. Qualora la metà più uno degli iscritti alle liste elettorali approvasse il quesito per dire addio a Leonessa basterebbe il parere, obbligatorio ma non vincolante, delle terre umbre, salvo ricorsi vari che verrebbero giudicati dalla Corte Costituzionale. Questo è lo scenario mentre cominciano ad arrivare le prime reazioni all'iniziativa di Leonessa. Felice Costini, assessore del Comune di Rieti con delega al Terminillo e tra i promotori del Consorzio tra i Comuni, condivi de la delusione leonessana e spiega che a suo giudizio è «una giustificata provocazione rispetto a una situazione ormai paralizzata da troppo tempo. Si deve arrivare all'approvazione di quel progetto e, più in generale, al rilancio del Terminillo. Continuo a ritenere che il meccanismo del Consorzio permetterebbe di avere più forza anche nei confronti della Regione». E intanto sembra che alcuni finanziatori, stanchi di aspettare un via libera che non arriva mai, avrebbero già trasferito le loro attenzioni sulla zona di Bardonecchia in Piemonte.

Fonte: www.iltempo.it

Torna alla Home Page

Notizia letta Hit Counter volte