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di MARISA GERVASI
I 12mila faggi del bosco
Vallonina ringraziano. Per il momento sono riusciti a salvare le loro
preziose chiome che da sempre impellicciano i crinali dei Sassetelli sul
Terminillo. Mercoledì a
Roma, in Conferenza dei servizi, è arrivato il primo stop della Regione al
megaprogetto di Leonessa per l’installazione di otto seggiovie e relative
piste di discesa, oltre che di tre parcheggi. E la Provincia di Rieti si è
associata chiedendo più tempo per esaminare meglio e più approfonditamente
quel disegno faraonico che ha smosso l’ira delle Associazioni
ambientaliste. Le quali hanno presentato nei giorni scorsi un esposto al
presidente Storace contro il ”Progetto unitario di completamento del
comprensorio sciistico del Leonessano-Massiccio del Terminillo”. Esposto diretto a 17 soggetti
competenti tra i quali anche il commissario europeo per l’Ambiente, Margot
Wallstrom. Perchè quest’ultima segnalazione? Semplice, la zona interessata
al taglio della faggeta è Sito di interesse comunitario (SIC) ai sensi
della vigente normativa europea recepita dalla Regione. Ed ecco i
punti contestati dalle Associazioni nella denuncia, primo fra tutti quello
relativo alle procedure e alle carenze di documentazione. «Manca un serio
studio idrogeologico firmato da un geologo iscritto all’albo - affermano
Cai, Wwf e Legambiente - Né va dimenticato che tutto il Terminillo è soggetto a vincolo
idrogeologico». E mercoledì in Conferenza dei servizi la Provincia (era
presente il vicepresidente nonchè assessore all’Ambiente, Mario Perilli),
dopo essere stata informata dell’esposto, ha deciso di non esprimere alcun
parere fino all’acquisizione di dati sufficienti in merito al progetto in
questione. «Una cosa è certa - assicurano Cai, Wwf e Legambiente - Palazzo
d’Oltre Velino non potrà ignorare di avere già ottenuto fondi da Bruxelles
per la valorizzazione dei caratteri ambientali dell’area interessata al
taglio». Insomma Bosco Vallonina e Monte Terminillo forse meritano qualche attenzione
in più, al posto di quelle ”ferite” irreparabili che la realizzazione dei
nuovi impianti provocherebbe alla faggeta e all’ambiente roccioso
appenninico. Senza dimenticare gli imprevedibili rischi per la stabilità
dei pendii. «Sul crinale di Sassetelli - assicurano gli appassionati della
montagna - a causa di vento e ghiaccio le condizioni atmosferiche sono
notoriamente proibitive anche per alpinisti esperti». Figuriamoci per i
turisti della domenica. |