Sabato 25 Ottobre 2003 Chiudi chiudi finestra
Fumata nera in Conferenza dei servizi che avrebbe dovuto decidere sul progetto per i nuovi impianti di risalita
Sciovie, la Regione blocca Leonessa
Terminillo, anche la Provincia vuole maggiore chiarezza e prende tempo

di MARISA GERVASI


I 12mila faggi del bosco Vallonina ringraziano. Per il momento sono riusciti a salvare le loro preziose chiome che da sempre impellicciano i crinali dei Sassetelli sul Terminillo. Mercoledì a Roma, in Conferenza dei servizi, è arrivato il primo stop della Regione al megaprogetto di Leonessa per l’installazione di otto seggiovie e relative piste di discesa, oltre che di tre parcheggi. E la Provincia di Rieti si è associata chiedendo più tempo per esaminare meglio e più approfonditamente quel disegno faraonico che ha smosso l’ira delle Associazioni ambientaliste. Le quali hanno presentato nei giorni scorsi un esposto al presidente Storace contro il ”Progetto unitario di completamento del comprensorio sciistico del Leonessano-Massiccio del Terminillo”. Esposto diretto a 17 soggetti competenti tra i quali anche il commissario europeo per l’Ambiente, Margot Wallstrom. Perchè quest’ultima segnalazione? Semplice, la zona interessata al taglio della faggeta è Sito di interesse comunitario (SIC) ai sensi della vigente normativa europea recepita dalla Regione.
Ed ecco i punti contestati dalle Associazioni nella denuncia, primo fra tutti quello relativo alle procedure e alle carenze di documentazione. «Manca un serio studio idrogeologico firmato da un geologo iscritto all’albo - affermano Cai, Wwf e Legambiente - Né va dimenticato che tutto il Terminillo è soggetto a vincolo idrogeologico». E mercoledì in Conferenza dei servizi la Provincia (era presente il vicepresidente nonchè assessore all’Ambiente, Mario Perilli), dopo essere stata informata dell’esposto, ha deciso di non esprimere alcun parere fino all’acquisizione di dati sufficienti in merito al progetto in questione. «Una cosa è certa - assicurano Cai, Wwf e Legambiente - Palazzo d’Oltre Velino non potrà ignorare di avere già ottenuto fondi da Bruxelles per la valorizzazione dei caratteri ambientali dell’area interessata al taglio». Insomma Bosco Vallonina e Monte Terminillo forse meritano qualche attenzione in più, al posto di quelle ”ferite” irreparabili che la realizzazione dei nuovi impianti provocherebbe alla faggeta e all’ambiente roccioso appenninico. Senza dimenticare gli imprevedibili rischi per la stabilità dei pendii. «Sul crinale di Sassetelli - assicurano gli appassionati della montagna - a causa di vento e ghiaccio le condizioni atmosferiche sono notoriamente proibitive anche per alpinisti esperti». Figuriamoci per i turisti della domenica.