Martedì 21 Ottobre 2003 Chiudi chiudi finestra
Terminillo . Le Associazioni hanno presentato un esposto contro il piano sciistico in discussione domani alla Regione
«No allo scempio della faggeta»
Cai, Legambiente e Wwf contrari agli impianti progettati da Leonessa

di ANNA SIMONA SANTOPRETE


Torna alla carica il Club Alpino di Rieti e con esso scendono in campo anche WWF, Legambiente, Comitato italiano per il Paesaggio, Associazione Altura e Mountain wildrness. Il problema è quello della cementificazione selvaggia del versante leonessano del Terminillo, che sarà discusso in Conferenza dei servizi domani alla Regione.
«Il Cai, insieme a tutte le altre associazioni ambientaliste, si oppone al progetto unitario di completamento del comprensorio sciistico del Leonessano-Terminillodi - spiega Pietro Ratti, presidente del Cai di Rieti - Otto seggiovie, 20 km di piste, tre parcheggi, alberghi e rifugi in alta quota significano solo una cosa, piloni di cemento ovunque, in contrasto con i vincoli già presenti sul territorio del Massiccio del Terminillo». In un esposto inviato congiuntamente da tutte le associazioni ambientaliste alle maggiori autorità locali, nazionali ed europee in materia, si sottolinea come il Terminillo sia stato dichiarato sia Sito di importanza comunitaria (SIC) che Zona a protezione speciale. Che rientra dunque nella rete ecologica Natura 2000, che ha come scopo quello di garantire il mantenimento degli habitat naturali. Per questo nella pianificazione e programmazione territoriale si deve tener conto della valenza naturalistico-ambientale del Terminillo. Inoltre, ricordano le associazioni ambientaliste, la Provincia di Rieti per la Zona a protezione speciale Monti Reatini ed il Comune di Leonessa per il Bosco Vallonina hanno accettato finanziamenti con l'obiettivo di realizzare un programma di gestione per gli habitat e le specie animali prioritarie previste dalle direttive comunitarie "Habitat" e "Uccelli". Il progetto di completamento del bacino sciistico si pone irrimediabilmente in contrasto con gli obiettivi naturalistici, incidendo pericolosamnete sulle caratteristiche dell'area, con il rischio concreto di un declassamento della stessa con conseguente esclusione dalla rete ecologica Natura 2000.
Il progetto del Comune di Leonessa dovrebbe essere quindi sottoposto ad una fase preliminare di screening da parte delle autorità preposte al rilascio delle necessarie autorizzazioni, mentre non è pensabile che si autorizzi con leggerezza la messa in opera del progetto. «Quello che chiediamo - conclude Ratti- è che si verifichi la conformità del progetto alla normativa vigente locale, nazionale e comunitaria. Diffidiamo gli enti che parteciperanno domani alla riunione a rilasciare qualsiasi nulla osta od autorizzazione».