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di ANNA SIMONA SANTOPRETE
Torna alla carica il Club
Alpino di Rieti e con esso scendono in campo anche WWF, Legambiente,
Comitato italiano per il Paesaggio, Associazione Altura e Mountain
wildrness. Il problema è quello della cementificazione selvaggia del
versante leonessano del Terminillo, che sarà discusso in Conferenza
dei servizi domani alla Regione. «Il Cai, insieme a tutte le altre
associazioni ambientaliste, si oppone al progetto unitario di
completamento del comprensorio sciistico del Leonessano-Terminillodi - spiega Pietro
Ratti, presidente del Cai di Rieti - Otto seggiovie, 20 km di piste, tre
parcheggi, alberghi e rifugi in alta quota significano solo una cosa,
piloni di cemento ovunque, in contrasto con i vincoli già presenti sul
territorio del Massiccio del Terminillo». In un esposto inviato
congiuntamente da tutte le associazioni ambientaliste alle maggiori
autorità locali, nazionali ed europee in materia, si sottolinea come il
Terminillo sia stato
dichiarato sia Sito di importanza comunitaria (SIC) che Zona a protezione
speciale. Che rientra dunque nella rete ecologica Natura 2000, che ha come
scopo quello di garantire il mantenimento degli habitat naturali. Per
questo nella pianificazione e programmazione territoriale si deve tener
conto della valenza naturalistico-ambientale del Terminillo. Inoltre, ricordano le
associazioni ambientaliste, la Provincia di Rieti per la Zona a protezione
speciale Monti Reatini ed il Comune di Leonessa per il Bosco Vallonina
hanno accettato finanziamenti con l'obiettivo di realizzare un programma
di gestione per gli habitat e le specie animali prioritarie previste dalle
direttive comunitarie "Habitat" e "Uccelli". Il progetto di completamento
del bacino sciistico si pone irrimediabilmente in contrasto con gli
obiettivi naturalistici, incidendo pericolosamnete sulle caratteristiche
dell'area, con il rischio concreto di un declassamento della stessa con
conseguente esclusione dalla rete ecologica Natura 2000. Il progetto
del Comune di Leonessa dovrebbe essere quindi sottoposto ad una fase
preliminare di screening da parte delle autorità preposte al rilascio
delle necessarie autorizzazioni, mentre non è pensabile che si autorizzi
con leggerezza la messa in opera del progetto. «Quello che chiediamo -
conclude Ratti- è che si verifichi la conformità del progetto alla
normativa vigente locale, nazionale e comunitaria. Diffidiamo gli enti che
parteciperanno domani alla riunione a rilasciare qualsiasi nulla osta od
autorizzazione». |