Giovedì 2 Ottobre 2003 Chiudi chiudi finestra
Cantalice. Il Consiglio comunale approva gli indirizzi generali per la gara che assegnerà la concessione dei terreni
Impianti di risalita, via libera al bando
Terminillo, all’orizzonte nuove sciovie con un occhio all’intero comprensorio

di MARISA GERVASI


Il comune di Cantalice apre un ”varco” nell’immobilismo che paralizza da decenni gli impianti di risalita del Terminillo. E lo fa approvando gli indirizzi generali per elaborare il bando di gara con il quale verranno dati in concessione i terreni di Valle degli Angeli ma anche di Valle dell’Inferno, Monte Cardito, Acquasanta, Sella di Cantalice e Castiglioni. Prima di Natale, assicura il sindaco Lorella Beccarini, il bando sarà pronto e partirà la gara. «Il nostro progetto è quello di ampliare l’orizzonte degli sciatori, privilegiando le zone a Nord del Terminillo - spiega il sindaco di Cantalice - Ma una cosa è certa, non chiuderemo gli occhi sul resto del comprensorio che deve poter valorizzare le sue immense possibilità nel rispetto dell’esistemte ma con un occhio attento alle aree meno conosciute. Diciamo subito che a noi non interessano le casette a schiera».
Insomma sembra arrivato il tempo della riscossa del versante Nord della Montagna di Roma, quello per intenderci trascurato da Benito Mussolini che dal Quirinale rimirava spesso le bianche cime del Terminillo ma finì poi col privilegiare le fiancate a Sud dove è noto ai più che la neve non tiene. Una iperveloce incursione storica retro segna alcune date fondamentali nella vita del Terminillo: dopo i pionieristici anni Trenta col duce che sciava a torso nudo e dormiva al ”Roma”, arrivarono gli anni Sessanta con gli attori che invece dormivano al ”Savoia” che non c’è più. Poi negli anni Settanta fu la volta della classe media romana che scoprì lo sci ad un passo da casa e si portò dietro legioni di palazzinari ai quali dobbiamo la realizzazione delle ”conigliere”, oltre 3000 appartamenti che hanno ferito a morte alcune aree bellissime della montagna e che adesso sono stati regolarmente abbandonati. Il declino è continuato fino agli anni Novanta ma nell’88 la V Comunità montana approva il progetto di un collegamento tra il versante Sud prettamente reatino e quello Nord leonessano. A Ovest c’è Cantalice ma è priva di accesso. Nell’88 arriva la legge Ferroni (allora consigliere regionale) sugli incentivi agli alberghi. Unidici anni dopo, nel ’99 Roberto Giocondi (all’epoca consigliere regionale) fa aprpovare la legge 34 sullo Sviluppo del Reatino che provede la progettazione esecutiva del progetto della V Comunità montana risalente all’88. Seguirà un incontro alla Provincia di Rieti tra i vari comuni interessati, poi di nuovo silenzio, interrotto soltanto da Leonessa che tira fuori dal cappello a cilindro un megaprogetto da 60 milioni di euro per attaccare con 12 nuovi impianti la faggeta di Vallonina. Adesso arriva puntuale la risposta di Cantalice che non svende a un solo soggetto ma fa un bando. Fermo restando però che il futuro di Terminillo non sta soltanto nello sci alpino.