Il Messaggero 30.12.2007

Aspettando che la politica faccia le sue scelte, la stazione turistica annaspa in attesa della prima neve
Terminillo al bivio, parco o consorzio
Ecco il piano della Provincia e lo statuto dell’ente voluto dai Comuni
 
Siti web, blog e mail di amministratori locali ribollono di reazioni sull’affaire Terminillo: mentre la realtà rimanda ad una stazione sciistica ormai prossima alla resa, sui giornali i politici si dividono, gli operatori si lagnano e i lettori vacillano tra la pista recentemente imboccata da alcuni Comuni per creare insieme un Consorzio sul modello di quello del Nucleo industriale e quella segnata dalla Provincia sin dal giugno 2006 sotto la voce ”Programma degli interventi per il paesaggio nel comprensorio del Terminillo”. Tradotto, la creazione di un Parco naturale regionale contestuale al collegamento tra il versante reatino e quello leonessano e il massiccio sfruttamento sciistico di quest’ultimo. Se queste due piste siano in contrapposizione o soltanto in sovrapposizione tra loro o magari rafforzative l’una dell’altra è stato l’oggetto dell’aspra polemica sviluppatasi in questi giorni tra gli ”attori” politici sulla scena. Vale dunque la pena ripassare il contenuto di quel ”Programma” e anticipare lo statuto del Consorzio. Nel programma presentato dalla Provincia alla Regione alla fine di giugno del 2006 per la creazione di un parco naturale sono confluiti molti dei progetti di nuove piste e nuovi impianti al Terminillo a cominciare da quello dello ”scavalco” tra i due versanti (in itinere dal 1989) e, almeno in parte, quello dell’Isic già presentato in Regione dal comune di Leonessa per lo sfruttamento di Campo stella e Bosco Vallonina. La Regione deve ancora pronunciarsi in merito, ma la condizione preliminare perché un simile piano passi è la modifica dell’attuale sistema di tutele paesistiche e ambientali: passaggio tutt’altro che indolore sul piano politico e non immediato sotto il profilo legilsativo. Cai, Legambiente e Wwf, mobilitate dal gennaio scorso contro tale programma, hanno già incassato un parere della Soprintendenza che ricorda che, in base all’attuale sistema vincolistico, i nuovi impianti (21, pari a 11,78 km a servizio di 23,75 km di nuove piste) da realizzare in 43,30 ettari di bosco non possono essere autorizzati. E veniamo al Consorzio: «Solo un contenitore», per Trancassini. In realtà molto di di più a leggerne lo statuto su cui sta lavorando il sindaco di Cittaducale Falcone. Con l’obiettivo di «un miglioramento della qualità e dell’organizzazione delle strutture e dei servizi» il Consorzio non solo si incarica della gestione dei servizi di prossimità (luce, acqua, rifiuti, energia elettrica) ma anche di adottare «un piano turistico che fisserà gli obiettivi di sviluppo, indicherà gli strumenti per realizzarli e ripartirà le risorse necessarie per conseguirli». Con «il piano si otterrà un quadro di come si intende promuovere lo sviluppo turistico del Terminillo, delle scelte territoriali, degli obiettivi prioritari, delle risorse da mettere in campo». Insomma, contenuti. Uno dei primi passi dei partner sarà proprio quello di fare uno studio di fattibilità sul sistema turistico locale e «uno specifico studio sull’identità turistica del Terminillo». A coordinare il tutto il Comune di Cittaducale «con il coinvolgimento dei rappresentanti degli enti aderenti». Metà dicembre è il termine che i comuni promotori si erano dati per sottoscrivere un primo protocollo d’intesa. Un anno per passare dal ”protocollo” alla costituzione vera e propria.


Fonte: www.ilmessaggero.it

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