
Il Messaggero
29.11.2007
L’allarme dell’albergatore Casadei: «Si continua a litigare mentre la
nostra ultima risorsa inizia ad andare altrove»
Terminillo, calano anche le scolaresche
«Consorzio o Parco? L’importante è muoversi dopo anni
di blocco»
di ALESSANDRA LANCIA
«Meglio il Consorzio o il
Parco? Non lo so, ma l’importante è fare presto. Mentre noi restiamo immobili a
discutere e purtroppo a dividerci, politici con i politici, operatori con gli
operatori, gli altri camminano. E il distacco diventa incolmabile». Il romagnolo
Loris Casadei, che all’inizio dei ’70 tra Terminillo e Madonna di Campiglio
scelse (ahilui) di fare l’albergatore qui, legge così l’ultima querelle che
mulina parole e progetti sul Terminillo. «L’ultimo avamposto per noi sono le
scuole e se la Sisti quest’anno tornerà nonostante lo spiacevole incidente della
scorsa stagione (una ragazza cadde dal rimorchio di una motoslitta che la
riportava alla stazione delle Carbonaie, in panne, ndr) la media di
Pescorocchiano dopo dieci anni andrà a Campofelice. Se se ne vanno pure le
scolaresche è finita: alziamo bandiera bianca». Dal Terminillo degli
albergatori, alle prese con la battaglia per riempire le stanze, alla guerriglia
sui quotidiani tra politici e amministratori che sul Terminillo si affrontano da
decenni e sempre con le stesse armi. «Il Consorzio non è di destra semmai è di
Leonessa», premette l’ex sindaco Paolo Trancassini andando all’attacco del vice
presidente della Provincia Roberto Giocondi, che ieri aveva bocciato l’idea di
procedere alla costituzione di un Consorzio tra Comuni (con Cittaducale e Rieti
tra i promotori) perché destinata a svuotare di contenuti il progetto di
sviluppo e di parco naturale promosso dalla Provincia. «E comunque il vero
rischio che si corre è di confondere contenuto con contenitore: il Consorzio può
essere un ottimo contenitore - continua Trancassini - quanto ai contenuti mi
pare scontato che non si possa fare a meno della Vallonina. E se noi abbiamo
digerito come compromesso il parco, la sinistra e i verdi si preparino a
digerire gli impianti. Gli obiettivi insomma rimangono gli stessi e, se con il
Consorzio si fa prima, non vedo il problema, a parte quello grosso come una casa
che sta in Provincia, con un vice che si scontra col suo presidente». Chi invece
si schiera con Giocondi è Carlo Ubertini, responsabile nazionale Ambiente dello
Sdi: «Con il parco si avrebbe un ente gestionale unitario che di fatto
consorzierebbe i comuni dell’area e ciò avverrebbe su un piano di autorevolezza
istituzionale in grado di calamitare finanziamenti europei e nella direzione di
uno sviluppo compatibile. Se invece si andasse al Consorzio tra Comuni ciò
ostacolerebbe il piano della Provincia sgretolando la prospettiva del Parco e
minando la precaria stabilità del progetto di ampliamento del bacino sciistico».
Fonte: www.ilmessaggero.it
Torna alla Home Page