Il Messaggero 28.11.2007

«Questa iniziativa svuota il nostro progetto di parco naturale che pure dà spazio allo sci in Vallonina»
Terminillo, la Provincia si spacca
L’ira di Giocondi sul Consorzio appoggiato dal presidente Melilli

di ALESSANDRA LANCIA

Appena il tempo di finire sul giornale e il Consorzio tra i Comuni del Terminillo lanciato da Falcone e Costini e in qualche modo benedetto da Melilli finisce al centro di uno scontro politico ad alzo zero. A dirsi eufemisticamente sorpreso della proposta lanciata dal sindaco di Cittaducale e raccolta, tra gli altri, anche dal presidente della Provincia è il vice presidente della Provincia (sempre quella di Rieti) Roberto Giocondi ”regista” del pure contestato progetto di sviluppo del Terminillo che abbinava il varo del parco naturale all’ampliamento del bacino sciistico nella pregiata e supertutelata Vallonina. «Non mi sorprende la posizione di Costini, che alla nostra idea del parco per il Terminillo ha sempre contrapposto quella del consorzio, mi sorprendono le posizioni di Melilli e Falcone: è anche con loro che a nome della Provincia ho costruito un piano integrato che ci è costato molto sul piano politico per gli equilibri e le mediazioni che abbiamo dovuto fare. Io sto lavorando su proposte concertate: se sono solo sopportate sono pronto a riconsegnare la delega avuta sul Terminillo. Non ci sto a fare da ostacolo, ma nemmeno da bersaglio». L’effetto-vento delle polemiche, dei veti contrapposti è quello che, al solito, gela ogni aspettativa di rottura e di cambiamento sul Terminillo: «Vero, e sono il primo a dolermene - continua Giocondi - ma se accetto di replicare sul giornale è perché dal giornale ho appreso: né sui programmi né nei bilanci della Provincia c’è una riga che rimandi al Consorzio». Eppure Melilli invita a non fare confusione tra le due cose e che una non esclude l’altra: «E invece no - continua Giocondi - Questo è un evidente svuotamento del nostro progetto di sviluppo: noi puntavamo a dare un’anima al Terminillo e l’anima era una stazione sciistica degna di questo nome in un parco naturale. Il consorzio è solo sovrastruttura, che costa molto ai Comuni e che nell’immediato produce solo consigli di amministrazione e qualche assunzione. E’ questo che si vuole?» Veramente si voleva solo qualcuno che decidesse se non per tutti a nome di tutti e presto: «E che cosa ha fatto in questi mesi la Provincia? Tra l’altro il nostro progetto è costato 70 mila euro ma ci sono già investitori pronti a mettercene 50 milioni sopra». La Provincia forse sì ma in Regione quel piano è ancora tutto da approvare da un anno e mezzo: «Questo è vero, ma la posta in gioco è altissima per tutti. E non è solo una questione urbanistica: c’è una legge che consente di fare pianificazione sovracomunale dal 1942, non serve certo il Consorzio». E qui la parolina più che fine è continua.

Fonte: www.ilmessaggero.it

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