
Il Messaggero
27.11.2007
Intesa fra Comuni e Provincia alla vigilia della stagione turistica sempre più
precaria: restano solo 4 impianti
Terminillo, si riparte dal Consorzio
Il modello del Nucleo industriale per superare la storiche divisioni
di Alessandra Lancia
Il Terminillo industria del futuro? E allora che si faccia un consorzio sul
modello del Nucleo industriale per garantire la gestione e pilotare lo sviluppo
di quella che fu la Montagna di Roma ma che qui è di tanti e di nessuno. Niente
di nuovo, vero, ma che entusiasmi o meno questa è l’unica ”novità” che potrebbe
aiutare a digerire la solita vigilia di magro di una stazione sciistica ormai a
scartamento più che ridotto. Con la Cardito nord inaccessibile, la Società
Funivia non ha messo in vendita neppure gli abbonamenti stagionali e in questo
tirare avanti giornaliero per giornaliero, o al più settimanale per settimanale
(provvidenziali le scolaresche) c’è tutta la filosofia di come, più che gestire,
si ”subisca” una stazione turistica. Un po’ di luce si è vista mercoledì, con i
lavori di riqualificazione di Pian de Valli che gli assessori Costini e Perelli
sono andati ad illustrare ad operatori e residenti chiedendo pareri e consigli.
Ma due giorni dopo c’è chi da Terminillo ha fatto il viaggio inverso per andarsi
a lagnare con lo stesso Costini del ”nulla” che avanza sotto la nebbia. E, con
il Terminillo Supersky della Provincia che in un anno e mezzo in Regione non si
è meritato neanche un ”no” a tutto tondo, i comuni, Rieti e Cittaducale in
testa, tentano la via di un consorzio che ricalchi nella forma e soprattutto nei
poteri quello del Nucleo Industriale. A chiamare a raccolta i colleghi è stato
Giovanni Falcone da Cittaducale: «Nella prima riunione abbiamo registrato tutti
pareri favorevoli a parte il Comune di Leonessa». Forse perché più coinvolto nel
pacchetto della Provincia, che oltre al parco naturale prevede lo sfruttamento
massiccio della Vallonina? «Le due cose non sono in antitesi - dice Falcone -
Noi cerchiamo di costituire un organismo che abbia pieni poteri tanto per la
gestione dei servizi e del marketing territoriale quanto della pianificazione
urbanistica. Chiaro che l’orizzonte è quello del mantenimento del paesaggio e
dello sviluppo sostenibile. Però non può più andare avanti così, ognuno a dettar
legge a casa sua». Con un consorzio sul modello di quello del Nucleo i comuni
cederebbero territorio e competenze: in una parola, potere. Negli anni (e negli
innumerevoli tentativi) passati il comune di Rieti non era mai stato del parere.
Adesso l’orientamento sembra mutato al punto che il primo interlocutore di
Falcone è stato l’assessore Chicco Costini: «L’emergenza del Terminillo non è di
tipo ambientale ma infrastrutturale - dice Costini - C’è da rinnovare la
dotazione impiantistica e c’è da modernizzare l’organizzazione del turismo
sciistico e questo si può fare se comuni, associazioni di categoria e
imprenditori hanno una stanza dove incontrarsi e discutere e potere per
decidere. Ed è così che immaginiamo il Consorzio». E il Parco? «Il Terminillo è
già coperto da vincoli a non finire. Il Parco può aspettare: a metterlo
all’inizio di un processo riorganizzativo si rischia di spaventare gli
investitori». «C’è un po’ di confusione fra Consorzio e Parco: so di sindaci che
sono preoccupati. Invece io credo sia positivo che un gruppo di comuni voglia
gestire funzioni e servizi insieme - dice il presidente della Provincia Fabio
Melilli - se poi questo succede in un’area sensibile come quella del Terminillo
ancora meglio. Ho partecipato ad una prima riunione e ho dato la disponibilità a
seguire il processo visto che anche alla Provincia è stto chiesto di far parte
del consorzio. Ovvio che poi le decisioni vere le prenderanno i consigli,
comunali e provinciale». Nella tabella di marcia di Falcone e Costini c’era la
stesura dello Statuto entro metà dicembre e poi il coinvolgimento formale di
tutti gli enti potenzialmente interessati (con gli otto comuni
”rivieraschi”,almeno la Provincia e la Camera di Commercio). Fermo restando il
parere della Regione: «Per il riconoscimento giuridico del Consorzio serve la
loro approvazione», precisa Falcone. Ma lui a Roma a chiederne conto ci andrà
prima.
Fonte: www.ilmessaggero.it
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